sabato, settembre 27, 2003
(Sophie,frammento)
Una mano pallida e grande si posò sulla spalla di Sophie.
"Mamma sei tu ?"
Quando la ragazza si voltò si ritrovò davanti un uomo dall'aspetto inquietante ; era alto e biondo ,con una vistosa cicatrice sulla guancia destra .
Ebbe un deja vu, quell'uomo l'aveva già visto, in compagnia di suo padre ,pochi giorni prima della sua morte.
"Dove sono i soldi ?",le disse con voce roca.
"Quali soldi ?",Sophie era terrorizzata.
"I soldi dell'ultima rapina che quel vigliacco di tuo padre ha nascosto ....Non fare la finta tonta , so che te ne ha parlato , l'ho sentito con le mie orecchie ....Ha telefonato a una donna prima che io lo uccidessi e l'unica donna della sua vita ,l'unica donna alla quale voleva bene, me lo ripeteva fino alla nausea, eri tu ..."
Sophie stette immobile per qualche secondo,poi urlò forte e si scagliò contro l'uomo ,spingendolo a terra : in preda a una furia mai provata ,lo colpì con il pugno chiuso tre volte al cuore , urlava ,con gli occhi sbarrati, urlava"Bastardo muori" .L'uomo ,che in un primo momento era rimasto sorpreso dalla scatto violento della ragazza, riuscì ad alzarsi e a metterla spalle al muro .
Sophie gridò , cerco di divincolarsi ma fu inutile .
"Sei in un ospedale abbandonato da anni ,e nei dintorni non c'è anima viva ... puoi urlare quanto vuoi ,nessuno ti sentirà ...e qui che da due anni a questa parte io uccido ...uccido tutti quelli che si mettono tra me e il denaro, uccido perchè mi piace farlo , e adoro torturare la gente ....Dimmi dove sono quei soldi e risparmiati inutili agonie...."
La ragazza chiuse gli occhi e si accasciò a terra , come una di quelle marionette che il padre le aveva regalato di ritorno da uno dei suoi numerosi viaggi di "affari".
"Ti do un giorno per riflettere, se domani al mio ritorno non mi dirai tutto ti pentirai di essere nata ",asciugatosi il sudore dalla fronte e,dopo aver lanciato un'ultima occhiata minacciosa alla giovane, l'uomo andò via.
Sophie aprì gli occhi cinque minuti dopo ; si alzò e colpì ripetutamente con i pugni chiusi la finestra che le stava davanti .
Il tramonto dorava le acque delle saline ,non c'era una nuvola in cielo e un cigno solitario nuotava verso di lei.
Era candido,puro, come gli occhi di suo padre quando le carezzavano il cuore, quando l'abbracciava forte ,allora e solo allora i problemi , i dolori svanivano per incanto e tutto tornava ad avere senso.
A un tratto il cigno non c'era più,c'era solo suo padre.
Camminava sulle acque quiete e veniva verso di lei .
Il sole al crepuscolo traversava il suo corpo diafano,i raggi uscenti deviavano,rimbalzavano sull'acqua e tornavano in cielo, fino a formare un aquilone nell'etere.Una folata improvvisa frantumò i vetri della finestra ,che brillarono di luce viva e tremula.
Sophie tremava.Era libera.
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(Depressione)
Ero tra ragazzi della mia età e mi sforzavo di sembrare sereno ,ma qualcosa impediva alle mie parole di uscire e alle mie labbra di schiudersi al sorriso.
Sentivo una pioggia incessante dentro me , che allagava le strade del mio cuore, ma nel momento in cui alzai gli occhi al cielo le poche stelle presenti mi diedero fiducia.
Un giorno - vicino o lontano cosa importa ? - avrei brillato,avrei brillato come loro.
postato da CarloBramanti 21:20 |
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venerdì, settembre 19, 2003
Starò qui ,accanto alle mie rose , ad aspettare un urugano di cui nemmeno so il nome....in fondo non è così importante sapere chi o cosa ti ucciderà , e più importante sapere quando.Tra poco più di un'ora tutto quello che ho costruito con le mie mani,tutto quello che abita il mio cuore verrà spazzato via in pochi attimi ,dinanzi ai miei occhi, ed è per questo forse che essi , dopo secoli di buio,tornano a vedere, a cogliere ogni sfumatura, ogni crepa sulle pareti di questa mia fragile esistenza.
E' un film la mia vita,come quella di tutti, ed è con piacere che ne rivedo il primo tempo, per questo rallento la mente , mi soffermo su un banco di scuola a pezzi,su un viso , su quegli occhi grandi e non ancora spenti.
Scherziamo, attenti a non farci beccare dalla prof, Emanuele fa un disegno ,prende in giro il bidello.Un primo piano : sorride.Dissolvenza.
Torno, accanto alle mie rose.Come fa il vento ,ne tocco una.
Riaffiora il tocco di mia madre,lei che mi stringe la mano, io chiuso in un cappotto troppo lungo e grigio ma con davanti il mare.
"Carlo fuggi ..fuggi...", la solita vocina dentro,ma stavolta non la seguirò ...sono stanco di fuggire da tutto,da me stesso e dagli altri.Voglio solo guardare il mio film , sentirmi per la prima volta regista e padrone della mia vita, del resto non m'importa.
Sorrido alla scena in cui il timido protagonista aiuta la vecchietta a portare le borse della spesa,è una carezza al cuore la vecchia chiesa ,il suo crocifisso che m'abbaglia, i bambini che giocano in un cortile angusto che per loro è il Bernabeu .
Il gatto morbido e nero che all'alba sale sul mio letto , la maestra Rita che mi abbraccia per l'ultima volta ,il passero che vola dalla mia mano aperta e sparisce tra i rami del grande mandorlo,mio fratello che torna dal servizio militare con una macchina telecomandata , ed è tutta mia... scene da rivedere mille volte al ralenti se ne avessi il tempo.
All'ultimo giorno d'esame per il diploma ,
finisce il primo tempo, in quel senso di libertà e d'armonia che investiva la mente e schiudeva i miei orizzonti.
Scorrono, veloci, le immagini del secondo.
Un tunnel infinito,un bacio nella nebbia,migliaia di lettere e di email scritte, ma in realtà nulla da dire.
Come un serpente il vento sibila.
Mi lascio cullare dall'idea che oltre al mio cuore ,tra le rovine,riescano a trovare intatta qualcuna delle mie rose.
Carlo
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13 SPUNTI PER LA VITA
1 -Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te.
2 -Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere.
3 -Il fatto che una persona non ti ami come tu vorresti non vuol dire che non ti ami con tutta se stessa.
4 -Un vero amico è chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore.
5 -Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere
che non l’avrai mai.
6 -Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai chi potrebbe
innamorarsi del tuo sorriso.
7 -Forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo.
8 -Non passare il tempo con qualcuno che non sia disposto a passarlo con te.
9 -Forse Dio vuole che tu conosca molte persone sbagliate prima di conoscere la persona giusta,
in modo che, quando finalmente la conoscerai, tu sappia essere grato.
10-Non piangere perché qualcosa finisce, sorridi perché è accaduta.
11-Ci sarà sempre chi ti critica, l’unica cosa da fare è continuare ad avere fiducia,
stando attento a chi darai fiducia due volte.
12-Cambia in una persona migliore e assicurati di sapere bene chi sei prima di conoscere
qualcun’altro e aspettarti che questa persona sappia chi sei.
13-Non sforzarti tanto, le cose migliori accadono quando meno te le aspetti.
"TUTTO QUELLO CHE ACCADE, ACCADE PER UNA RAGIONE"
(GABRIEL GARCÍA MÁRQUEZ)
postato da CarloBramanti 12:36 |
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mercoledì, settembre 17, 2003
Cade il velo
dal cuore nel nulla.
Sciolta la luna,
nell'ombra lunga
la mente s'attarda,
marcisce muta.
Il lume,
il lume si spegne.
Nel buio
di anime sole
solo il vento.
postato da CarloBramanti 21:17 |
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martedì, settembre 16, 2003
Lascia che il cielo
si colmi di immagini
- lievi,da te amate -
e che scordi la terra.
Ascolta il silenzio
e coltiva in te l'idea
che nulla,proprio nulla
potra' mai scalfirti,
che anche i sassi fioriranno
al tuo notturno passeggio...
Sarà la bugia più grande,
sarà follia,ma l'unica strada
nel tuo anonimo passaggio.
... si è sempre soli ...
in equilibrio su di un filo tra mille fili immaginari....
postato da CarloBramanti 21:26 |
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venerdì, settembre 12, 2003
In mano al bambino
un pulcino che pigola.
C'è la Luna
tra le labbra
del vento,
un suono di pioggia
ovunque nel mondo.
Soffio sulla candela
e splende il silenzio.
postato da CarloBramanti 21:30 |
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mercoledì, settembre 03, 2003
E' andare oltre
la cosa più difficile.
Nel profondo degli altri
e di se stessi.
Oltre le mille barriere
negli anni costruite,
oltre il timore
di specchiarsi e di soffrire.
Le paure
rendono l'uomo
piccolo all'inverosimile.
E' andare oltre
la cosa più difficile.
Oltre,
fino al sorriso del folle,
fino all' emarginazione,
fino al dolore palese,
fino alle tante mani tese.
C'è una sorta di ologramma
- è la gente,
se la tocchi svanisce -
c'è un'oasi
effimera e vocale.
Più in là,
negli occhi dell'anormalità
il deserto,
sconfinato e reale.
postato da CarloBramanti 21:16 |
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