martedì, novembre 30, 2004
Le ombre a volte ci colgono di sorpresa, ombre mostruose di draghi a tre teste, che sputano solitudine e bruciano i sogni . Il palazzo dalle mille luci azzurre che ha illuminato il cammino oscuro dei tuoi pensieri, quel palazzo che credevi contenere solo gioie e spensieratezze, non è più dietro l'angolo. Le strade, sterrate e abbaglianti, per quanto numerose, portano tutte allo stesso luogo, tra rovi che celano lucciole spente per sempre, dove la terra, le rose, la gente, e tutto quel che rimane sa di conforto e disperazione. Nell'andare monotono dei giorni conosci altre persone che esistono e non vivono, e tu vorresti aiutarle, perchè così facendo aiuteresti te stesso, ma le parole non vengono, e le mani non si muovono, appese come gelide stalattiti sulla volta celeste dell'animo. Lasci il letto disfatto, il lenzuolo di fiori appassiti a terra, in compagnia di libri inutili quanto te. Pensi al tuo Amore, alla delusione che le hai appena dato. Vorresti carezzarle il cuore ma non sai come fare. Vorresti fuggire, da tutto e dai pensieri che pungono, come aghi roventi nella carne che geme. La mente diviene caotica e pesante. Ti abbandoni, ti annulli, lasci ancora una volta che la vita ti viva, invece di viverla tu. Piangi, ma in silenzio, senza farti vedere, e speri che mezzanotte giunga presto, con la sua quiete e i suoi palazzi dalle mille luci azzurre.
postato da CarloBramanti 19:17 |
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lunedì, novembre 29, 2004
(Speranza)
Mi sveglio. Brilla piena la luna al centro d'una croce mai veduta. Di nuovo il sogno ho scordato. Dalla terrazza della scuola spenta, bianco e rosso, un aquilone ondeggia.
postato da CarloBramanti 23:30 |
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venerdì, novembre 26, 2004
Vomita sentenze, tra mille luci che non accendono nè scaldano. Si vanta d'aver coraggio e nei weekend si attacca alla bottiglia, che svuota in cinque minuti. Affrontare la vita da sobri, senza clamori, da questa base parte il vero coraggio. Mentre lo penso, mia madre si toglie il cibo di bocca e lo offre a me- una fetta di mela bianca, pura, morbida. Nella testa confusa un desiderio balena: saper dare un giorno a mio figlio/a l'amore che lei dà a me.
postato da CarloBramanti 23:38 |
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martedì, novembre 16, 2004
Pestando foglie gialle,
gli dissi "Coi se e i ma non si fa granché",
"Meglio i sol e i fa", mi disse, e rise.
Aveva un flauto blu mare in mano,
come sempre,
e sulle labbra livide
quel solito motivo strano.
Tutto o nulla ?
Ancora oggi,
lontano
dalla sua panchina stretta,
e dai suoi resti folli,
mi chiedo cosa egli
sapesse della vita,
e in coda al crepuscolo
- tremando - rido,
perchè il vento,
ora, quando è cauto,
è flauto blu mare.
postato da CarloBramanti 19:39 |
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sabato, novembre 13, 2004
*
Non colgo rose
e da tre giorni ascolto
soltanto pioggia.
*
postato da CarloBramanti 16:16 |
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*
Giorno d'Autunno,
l'ennesimo di pioggia.
Nel buio, fisso un'ala.
*
postato da CarloBramanti 16:16 |
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venerdì, novembre 12, 2004
Ci incontreremo in sogno io e te
nel Natale più bello della nostra vita
io ti donerò un sorriso
e tu una carezza al viso
Ci incontreremo in sogno io e te
nel Natale più bello della nostra vita
e sarà così grande l'emozione
che ne faremo una canzone
Ci incontreremo in sogno io e te
nel Natale più bello della nostra vita
tra mille lucciole amanti
su un albero stellato.
postato da CarloBramanti 21:31 |
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mercoledì, novembre 10, 2004
Una lacrima
lieta lascia nel pozzo
e vieni da me.
buon compleanno amore
postato da CarloBramanti 21:27 |
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mercoledì, novembre 03, 2004
("Ladri si nasce")
Mi servivano, e lo avrei fatto.
La missione:
alzarsi in piena notte
e rubare due euro*.
Mi alzai barcollando
e con passo silente
raggiunsi la cucina:
era nel caos,
come l'avevo lasciata.
Un piccolo scarafaggio
mi guardava immobile
dal piatto pieno di briciole.
Incurante del testimone
-io avrei taciuto su di lui
e lui si di me -
aprii il cassetto:
il bottino stava lì,
ma cuore e spalle,
d'improvviso, gelarono.
"Fa troppo freddo",mi dissi,
prima di tornare a letto,
quel ventitrè di Agosto.
*Quattromila lire all'epoca....
postato da CarloBramanti 21:31 |
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