venerdì, giugno 24, 2005
Dillo mamma e ti do il mio ginocchio la mia vita
alle prime luci dell'alba alle ultime del crepuscolo
e quando luce non ci sarà più, dillo mamma e ti
coglierò la rosa più bella dopo aver tolto tutte le
spine, dillo e farò le veci del vento soffiando tutto
l'amore che posso, dillo e andremo sotto i rami
carichi di nespole a succhiarne il sapore e buttarne
l'osso, dillo e stenderò il lenzuolo bianco sulla
ringhiera arrugginita dove il passero ti guardava
senza timore, dillo e chiamerò quel passero fosse
in capo al mondo, e la nostra vita inizierà da capo
e stavolta ti terrò io in braccio finchè non avrai sonno.
mercoledì, giugno 22, 2005
offuscato,
cerca in cielo una nube
e vai dietro di essa:
se ci sarà
anche solo un filo di luce,
apprezzalo....
apparterrà a vere stelle.
sabato, giugno 11, 2005
Non riesco
ad aprire bocca,
a comunicare,
e la gente non riesce
a capirmi ....o non vuole...
Di fronte alla fuga
di chi mi parlava,
ora non ho gambe
per inseguire,
nè mani dotte
per creare....
La punta gelida
di un coltello
che penetra lento
nel cuore,
o il soffio perenne
dell'uomo nero
che da bimbo
temevo...
non so cosa sia
ma smorza il respiro,
chiama le nubi,
le raccoglie,
incurante dell'estate
che odora di te.
giovedì, giugno 02, 2005

mercoledì, giugno 01, 2005
la farfalla venne,
sul levigato, bianco,
lucente sasso,
e in un'aria
di vetro,
immobile, lo guardò,
come se fosse
un fiore:
la campagna
restava muta
in un verde acceso,
e l'unico lampione
- rotto - brillava
più di mille
diamanti perduti.
Udita la mareggiata,
scesi:
a piedi nudi
verso l'erba
da buttare,
assieme a stormi
-ali nere-
di pensieri.
